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Amministrazione di sostegno
Interdizione - Inabilitazione

La legge n° 6 del 9 gennaio 2004, che ha introdotto la figura dell'amministratore di sostegno, ha portato delle sensibili modifiche alle misure poste dal codice civile a protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia.


Le finalità della legge n° 6/2004 hanno indicato nella minore limitazione possibile della capacità difoto agire del soggetto il principio da seguire per l'applicazione degli istituti dell'interdizione, dell'inabilitazione e dell'amministrazione di sostegno.
Secondo parte della giurisprudenza la misura dell'amministratore di sostegno è lo strumento da privilegiarsi rispetto all'interdizione e all'inabilitazione.
I presupposti per la nomina di un amministratore di sostegno, di un tutore o di un curatore sono indicati negli art.404,414 e 415 del codice civile.


In particolare, può essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare del luogo di residenza o del domicilio del beneficiario "la persona che, per effetto di un'infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nell'impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi";

 

può essere interdetto "il maggiore d'età e il minore emancipato, i quali si trovino in condizione di abituale infermità di mente che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi";

 

può essere inabilitato "il maggiore di età infermo di mente, lo stato del quale non è talmente grave da far luogo l'interdizione...., coloro che per prodigalità o per abuso abituale di bevande alcoliche o di stupefacenti, espongono sé o la loro famiglia a gravi pregiudizi economici,....il sordomuto e il cieco dalla nascita o dalla prima infanzia, se non hanno ricevuto un'educazione sufficiente.... quando risulta che essi sono del tutto incapaci di provvedere ai propri interessi".

 

img022A differenza del ricorso per la nomina di un amministratore di sostegno che, come va detto, va proposto al giudice tutelare, la domanda per l'interdizione o l'inabilitazione va presentata con ricorso al tribunale del luogo dove la persona, nei confronti della quale è richiesta la misura, ha la residenza o il domicilio.


L'istanza per la nomina di un amministratore di sostegno può essere proposta dallo stesso soggetto beneficiario, anche se minore, interdetto o inabilitato, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo grado, dal tutore, dal curatore o dal pubblico ministero.

 

L'interdizione o l'inabilitazione possono essere chieste al tribunale, oltre che dai soggetti sopra indicati, anche dalle persone che si trovino nelle condizioni di essere interdetti o inabilitate ai sensi degli art.414 e 415 c.c.
L'articolo 406 del codice civile prevede che i responsabili dei servizi dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona, ove a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l'apertura del procedimento di amministrazione di sostegno, sono tenuti a proporre al giudice tutelare il relativo ricorso o a fornirne comunque notizia al pubblico ministero.
Mentre gli effetti della nomina di un tutore nell'interdizione o di un curatore nell'inabilitazione sono specificamente previsti dal codice civile e possono sinteticamente riassumersi nella privazione della capacità di agire nel primo caso, anche se il giudice può stabilire che alcuni atti di ordinaria amministrazione possano essere compiuti dall'interdetto senza l'intervento ovvero con l'assistenza del tutore, e nella parziale limitazione della capacità di agire nel secondo caso (l'inabilitato, infatti, può compiere gli atti di ordinaria amministrazione, sia di natura personale che patrimoniale e conserva la capacità di agire in ordine a rapporti di natura personale), nel caso in cui venga nominato un amministratore di sostegno il decreto del giudice tutelare deve indicare gli atti che questi ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario e gli atti che il beneficiario può compiere solo con l'assistenza dell'amministratore di sostegno.

Tutti gli atti per cui il giudice non ha stabilito la rappresentanza esclusiva o l'assistenza dell'amministratore di sostegno possono essere compiuti dal beneficiario, il quale in relazione ad essi conserva la piena capacità di agire.
Inoltre, il beneficiario dell'amministrazione di sostegno può compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana.
Pertanto con quest'ultimo provvedimento la compressione della capacità di agire del beneficiario può essere più o meno intensa in base all'esigenza di protezione dello stesso rilevata dal giudice.
Gli atti compiuti in violazione delle norme sull'interdizione e l'inabilitazione ovvero la violazione del provvedimento del giudice sono annullabili.
I provvedimenti di interdizione, inabilitazione e di nomina di amministratore di sostegno vengono pubblicizzati attraverso l'annotazione in margine all'atto di nascita. Tali provvedimenti possono essere revocati dal giudice qualora vengano a cessare le cause che vi abbiano dato luogo.

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