Italian - ItalyEnglish (United Kingdom)

Testimonianze

 

testimonianze*  "Seguo da quindici anni un ragazzo, che ormai ha quarantaquattro anni e che praticamente ho visto quasi nascere perché era compagno delle mie figlie. Sua madre si è suicidata. Il padre è malato e anziano. Tre volte ho portato il padre in ospedale perché il figlio lo aveva malmenato. Di recente il malato ha dato fuoco all'appartamento dirimpetto, perché nessuno dei vicini, spaventati, gli apre più la porta. Credo che la legge 180 abbia fatto molto male a questi malati, oltre che ai loro familiari. Quello di cui parlo è entrato ed uscito molte volte dai reparti di diagnosi e cura. Ogni volta peggiorando e regredendo.

C'è anche un altro aspetto del problema: tutti i coinquilini di questo malato, cinquantatre persone, sono privati del loro diritto alla libertà, alla privacy ed all'incolumità. Nessuno osa prendere l'ascensore in compagnia del folle. Le ragazze dello stabile hanno paura di incontrarlo.
Anche quando c'è stato l'incendio nell'appartamento del dirimpettaio, sono venuti gli operatori del CIM, il 118, le forze dell'ordine, una quarantina di persone. Il malato è stato ricoverato nel solito repartino di Diagnosi e Cura, poi è stato dimesso e tutto è ricominciato come prima.
Lui non si cura e il Servizio Psichiatrico se ne disinteressa.
Questo è il punto: quando sento tutti questi bellissimi discorsi mi accorgo che troppi politici e specialisti non sono a contatto con la realtà. Questo malato io l'ho portato avanti e indietro personalmente nei Dipartimenti di Salute Mentale, ma è servito a ben poco. Anzi, lui man mano peggiora e finirà probabilmente in un manicomio criminale. Si vuole davvero che uccida qualcuno? Forse si, visto che la polizia dice "Non possiamo far niente", i carabinieri ripetono "Non possiamo far niente" e lo psichiatra del cosiddetto servizio sanitario ci ha saputo dire soltanto "Certo, avete una mina dentro casa".


q007 picasso "Questa mattina alle nove stavo in un tribunale per la quinta volta in un anno, perché mia figlia, malata, compie atti criminali. Inoltre, in questi primi nove anni di malattia ha avuto due figli da gente peggio di lei. Quanti altri ne farà? Probabilmente molti altri perché ha solo trentatre anni e non si può neppure applicarle una spirale: sarebbe "contro la legge". Così potrà generare altri infelici, probabilmente tarati, anche perché si accompagna con gente drogata e spesso psicotica.
Io al manicomio criminale cerco di non farla internare, perché non è una criminale ma una povera malata abbandonata a se stessa. Questa lotta legale mi sta costando molto finanziariamente. Mi sto mangiando anche la liquidazione e quando questi soldi saranno finiti non potrò fare più niente."


*  "Io rischio la vita tutti i giorni. Tutti i giorni devo essere pronta a fuggire come una volpe quando lui mi dice "Oggi mi dai fastidio, è meglio che te ne vai di casa". Sono sola, in casa devo fare tutto, i soldi non bastano. La notte, se lui non è più che calmo, io a dormire non ci vado. Dormo a pezzetti, come un cane, con un occhio aperto e uno chiuso. Alla mattina sono distrutta. Rischio costantemente l'aggressione o la morte. Il sabato e la domenica al CIM non c'è nessuno. Ogni quindici giorni un medico con l'infermiere gli viene a fare la puntura. E tutti gli altri quattordici giorni, che faccio da sola? Portate questo mio figlio dove può essere curato, invece di criminalizzare le famiglie! Ma non lasciatelo tornare a casa se non è ben guarito, perché mi ha avvisato che al ritorno della clinica psichiatrica mi ammazza."

 

* "Sono una ragazza di 22 anni, all’apparenza serena, felice, vitale, sempre allegra e forse anche simpatica. Vado all’università, ho tanti amici che mi vogliono bene e che io adoro, tutto questo però al di fuori delle 4 mura di casa mia.
In casa mia è tutto diverso, io sono diversa: sono nervosa, il cuore mi batte sempre forte, cerco di restare in silenzio, di fare poco rumore per evitare che lui si alzi e cominci a gridare, a lamentarsi. Quasi sempre inizia così, poi mio fratello comincia ad alzare le mani, a minacciarci di morte.
Da quando Luca è mentalmente malato la mia vita, e quella della mia famiglia, è radicalmente cambiata. Prima eravamo soliti dare delle feste, in cui amici e parenti ci deliziavano della loro presenza e simpatia. Eravamo felici; tutti invidiavano la nostra famiglia, la nostra allegria, la nostra gioia di vivere.
Ora tutto è buio attorno e dentro di noi, è buia la nostra vita!
Siamo soli con il nostro dramma, ed il dramma maggiore è che nessuno di quelli a noi vicini può o sa come aiutarci…lo Stato, l’Italia che ho sempre amato, rispettato, alla quale sono sempre stata fiera di appartenere, che ascolta il popolo e fa leggi PER IL POPOLO, mi ha voltato le spalle.
Scrivo perché non so più che fare: i miei genitori non sanno come comportarsi di fronte a questo male, noi figli ci stiamo esaurendo con mio fratello, che continua a farci del male, a minacciarci. Vorrei tanto chiedere ai politici italiani che ci rappresentano, ai politici che dovrebbero rappresentare ed aiutare il popolo italiano, i politici che noi, IO ho votato: “Vi sembra giusto vivere così? Vi sembra vita questa?”
Con la legge BASAGLIA si sono sì chiusi i manicomi, che erano dei luoghi pubblici veramente deplorevoli, ma, seppur involontariamente sono stati aperti tanti piccoli manicomi famigliari (low cost!) in cui il controllo non è nelle mani dei medici e personale competente, ma nelle mani degli stessi malati, che quasi sempre non hanno nessun intenzione di curarsi (perché la malattia mentale non è quasi mai accettata dal malato, che crede di star bene) e dettano legge in casa,
Lo psichiatra di mio fratello lo ha in cura sulla carta, ma non lo vede neppure, non ci chiama, neanche per chiedere come va! Ha accollato le cure a noi! La cosa che mi fa più rabbia è che lui sa quanto sia pericoloso, eppure se ne lava le mani! E lo Stato lo appoggia in questo! L’assistenza al malato dovrebbe essere obbligatoria, perché allora noi siamo abbandonati a noi stessi?
Nella nostra Italia, si pensa agli animali, alla Sicurezza pubblica, e non si pensa ai MALATI e alla MALATTIA MENTALE.
Siete voi politici che avete il “potere” di far qualcosa, il potere di cambiare le leggi per assicurare luoghi di cura adeguati a questa povera gente, che non si rende neanche conto di essere malata e pensa che gli altri siano il problema, e per alleviare le sofferenze infernali che una famiglia è costretta dal sistema a subire.
Questa lettera è una denuncia che io voglio fare della situazione che la mia famiglia (oltre alle tantissime altre in Italia) vive GIORNALMENTE, dei danni a livello fisico e mentale che noi subiamo ogni giorno. Non riesco più a vivere in queste condizioni, ho paura che mio fratello possa farci qualcosa di irreparabile. Perché si aspetta che avvenga una tragedia prima di far qualcosa?"Sabrina




5x1000